Sono preoccupato. E penso che le mie preoccupazioni non siano molto distanti dalle vostre.
Al di là della polemica con chi non vuole che si racconti la verità dei fatti – ci siamo abituati no? Non è un problema. E purtroppo non è questo il punto più drammatico della vicenda– , vorrei soffermarmi sul significato di queste dichiarazioni di Bonaccini.
Se mi date un minuto vi riassumo le mie preoccupazioni in due punti:
1. Sono preoccupato per la parola “obbligo”
Lo ripeto, Bonaccini ha detto il 16 ottobre al Tg2: “l’asilo nido deve diventare scuola dell’obbligo”, considerando quello dello 0-3 anni “come un servizio educativo e non parcheggio dove le mamme lasciano i bambini”.
Queste parole lasciano sottendere un’idea culturale secondo la quale la famiglia non ha il potere di garantire – e non è dunque neanche libera di farlo – un’adeguata educazione ai figli. La famiglia non è libera di educare. Ci pensa lo Stato.
- Dunque, oggi gli asili nido sono solo dei parcheggi?
Abbiate pazienza. Apro e chiudo qui una parentesi su questa parola, perché mi sembra doveroso, quanto meno per rispetto di tutti gli educatori che si prendono cura tutti i giorni dei nostri figli in questa delicatissima e importantissima fascia di età in tutti gli asili nido della Regione (e d’Italia): ma vi sembra corretto e rispettoso nei confronti di queste persone, parlare del loro lavoro come di un parcheggio?! Non aggiungo altro.
2. Sono preoccupato per l’uso improprio dei termini: “politiche a favore della famiglia”
Molte azioni della sinistra vengono spesso indicate con il termine “interventi a favore delle famiglie”.
Ma io mi chiedo: non è forse contro la famiglia, obbligarla a certe scelte – che poi scelte non sono – in merito all’educazione dei propri figli? Non è forse contro la famiglia togliere ai genitori la propria libertà in merito a certe scelte educative?
Vere politiche a favore della famiglia sarebbero piuttosto quelle volte a sostenere economicamente le famiglie le cui madri devono lasciare il lavoro per accudire i figli, o garantire un servizio di asili nido e scuole dell’infanzia gratuiti, per chi ne avesse bisogno.
In sintesi: politiche a favore della famiglia, che lascino la famiglia libera di scegliere. La libertà crea, lavora, educa e fa crescere.
Libertà: chiediamo troppo?
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