Questa sera ho chiuso la mia campagna elettorale in un modo diverso, incontrando chi ha veramente a cuore il proprio futuro, chi non si accontenta dei facili slogan ormai tutti uguali da qualsiasi parte provengano, delle reattività social, del pretendere senza mettersi in gioco, di un karma-evento con cui esaltarsi … Ho scelto di proporre la politica, come esperienza di cultura che agisce con una visione di società più umana, per cambiare il governo della nostra Regione.

Ho invitato 4 amici che assieme a me hanno dialogato, grazie alla esperta conduzione di Maicol Mercuriali, con il pubblico presente sui temi portanti delle aspettative dei cittadini: la sanità, il welfare, la libertà, l’identità.

Dopo il saluto di Franco Montanari, Domanico Samorani, Chirurgo, ha parlato di Sanità: ha detto che la qualità dipende anche dalla concorrenza. Nella sanità non c’è stata questa concorrenza, ma un modello unico e irrevocabile. La capillarità dello Stato impedisce l’ultimo salto di qualità per burocrazia e pressione fiscale.
1) Manca valorizzazione adeguata delle professionalità
2) Il sistema sanitario è anarchico, ogni ASL interpreta diversamente le direttive, c’è squilibrio, si crea una ASL a 2 velocità, con ospedali d’alta qualità e strutture secondarie con tecnologie inferiori
3) Solo liberando le persone dai vincoli riescono a dare il meglio di sé.

Poi Arturo Alberti ha detto con forza che il tema della sussidiarietà non è ancora stato accolto dalla sinistra. Per la sinistra la concezione più aperta è che il mondo privato sia la ruota di scorta del sistema pubblico, serve solo dove e finché non arriva lo stato.

Quindi Francesco Giubilei ha sostenuto che queste elezioni sono un’occasione storica per ribaltare un sistema anchilosato, da troppo tempo lontano dalla realtà del territorio e anche dalla loro stessa storia. Certi errori, tipo la plastic tax, il partito comunista non li avrebbe fatti perché allora, almeno, parlavano con il popolo.

Infine l’intervento conclusivo di Davide Rondoni rimettendo al centro il perché e il per cosa della politica ha detto che bisogna essere liberi di interrogarsi su 3 idee.
1) il tema dell’identità. Oggi si crede che l’identità sia qualcosa che fai, non che sei. Si sta andando allo scontro di identità ed è diventato un problema fondamentale.
2) è un cambio d’epoca e richiede un cambio di ragionamento
3) c’è bisogno di comunità che provino a mettersi in moto e costruire qualcosa. Dove si trovano le comunità? Si sono infragilite, e la famiglia fuori dalla comunità non sta su. Succede che parte della politica vuole farsi comunità. Per farlo ci vuole attenzione a tutti gli interessi e qualcuno che non ha interessi e richiami tutti all’ideale per cui la comunità esiste.

Io sono per liberare le energie per chi sa fare bene. Credeteci con me.