Piazza Guidazzi, Cesena, 11 gennaio 2020: Fratelli d’Italia ha inaugurato la sua nuova sede.
Ero presente anch’io e ho raccontato quello che mi sta a cuore.
In questi giorni sto guardando le cose con una chiarezza diversa e mi piacerebbe rendervi partecipi.
Parto da ciò che interessa di più anche voi: la nostra Regione. Proprio ieri, all’incontro per l’inaugurazione della nuova sede di FdI, ho ricordato che provengo da un’esperienza di consigliere comunale nel comune di Cesena e sono stato eletto in una coalizione dal nome Libera Cesena.
Quella volta non sapevo ancora che sarei arrivato a candidarmi per le Regionali…eppure, già si parlava di libertà.
Ieri ho detto chiaramente, alle persone presenti in sala, che io oggi non ho paura di parlare di “liberazione dell’Emilia-Romagna”.
Pensateci: qualche tempo fa parlavamo di liberare Cesena e ora si parla di liberare la Regione.
Mentre parlavo di questo ieri pensavo che il punto che mi muove è proprio questo: la libertà.
Desidero essere protagonista nel liberare l’Emilia-Romagna da un modello culturale e di governo, ormai uguale da troppo tempo. Ho raccontato che tutto il tentativo fatto da noi in questi anni è stato proprio quello di cambiare un modello di governo.
Lo sanno le persone che lo hanno fatto con me, quelli con cui ho lavorato, lo sanno tutti quelli che mi hanno fatto compagnia, che mi hanno sostenuto. E sono certo che lo sapete anche voi.
Sapete qual è il problema di questo modello di governo? Sapete cosa non va e perché lo voglio cambiare? Io l’ho capito molto bene.
Non mi è mai stato così chiaro come in questi ultimi giorni.
È un modello di governo che non premia, non valorizza le energie della società civile.
Per cambiare si devono liberare le energie per chi sa fare bene. Si devono valorizzare le persone e la società civile.
In questi ultimi giorni sto guardando le cose con una nuova chiarezza – e l’ho detto anche ieri a tutti i presenti all’inaugurazione: l’Emilia-Romagna adesso è effettivamente contendibile (mesi fa nessuno lo avrebbe detto). Quindi è vero: adesso questo cambiamento è possibile. Il governo dell’Emilia-Romagna si può cambiare, si possono valorizzare le energie della società civile. È veramente un cambiamento storico, un cambiamento che rimarrà – io mi immagino – nei libri di storia.
Qualcuno potrà dirvi: ma perché cambiare? Non è forse meglio lasciare le cose come stanno?
A chi ha paura di cambiare, a chi teme il cambiamento per timore, per disillusione – questo lo capisco, non li biasimo davvero: chi non è disilluso oggi rispetto alla politica?! – a chi vi chiede “perché vale la pena cambiare”, rispondete che un modello di governo che si perpetua allo stesso modo da anni, come quello del Pd in Emilia-Romagna, non crea innovazione, non si batte per costruire.
Credo si possa fare di più per il nostro territorio, per la sicurezza, per i giovani, per il lavoro, per la famiglia. Io dico sempre che l’Emilia-Romagna è una regione di qualità, grazie ai suoi cittadini industriosi. E questo è così, nonostante il Pd.
Vuoi essere protagonista anche tu di questo cambiamento? Vuoi cambiare? Vieni a votare il 26 gennaio.
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