Sono sicuro che molti di voi sanno cosa significhi essere ostacolati, nel proprio lavoro, dalla burocrazia. È un problema comune ormai. E scoraggia parecchio.
Lo sapevate che la burocrazia è uno degli elementi che, in Regione, comprime maggiormente la crescita imprenditoriale e l’innovazione?
È proprio così. E non è l’unico problema, oggi, che imbriglia le Regione, inchiodando lavoratori e imprese. Vi starete chiedendo se sarà mai possibile cambiare lo status delle cose.

Lasciate solo che vi dica quali sono le mie proposte.
Troverete che coincideranno molto con le vostre idee. È forse quello che cercavate da tempo per la vostra impresa, la vostra famiglia, il vostro territorio, la vostra Regione.
Io credo che si debbano liberare le energie per chi sa fare bene. Occorre dare più valore al territorio regionale, dando finalmente attuazione a quella autonomia differenziata che permette di mantenere sul territorio la maggior parte delle risorse, che il popolo della Regione continua a creare col suo lavoro.
E il popolo della Regione siete voi. E so che queste proposte vi interessano, come interessano a me.

Sapete cosa significa: autonomia regionale differenziata? Seguitemi…
Avete presente le tasse che pagate, come cittadini, con tanta fatica e tanti sacrifici per il vostro lavoro e la vostra famiglia? Immaginate che parte di quelle tasse – fino anche al 90% – rimangano sul vostro stesso territorio.
Pensate a tutti gli sprechi amministrativi che si potrebbero ridurre in questo modo. E le risorse sarebbero finalmente utilizzate per migliorare l’efficienza dei servizi, la crescita e lo sviluppo. Non solo: la riduzione degli sprechi amministrativi favorirebbe automaticamente una riduzione tributaria. È matematico. È quello che cercavate da tempo.

Sicurezza, benessere e valorizzazione della creatività
Io credo molto nella valorizzazione di chi sa fare bene. Chi mi conosce lo sa. E credo in una politica che sia capace di valorizzare la creatività della società civile.
Liberare le energie per chi sa fare bene, per me, significa anche questo.
Una politica, così orientata, è una politica più attenta. È più attenta alle infrastrutture e al loro ammodernamento – sapete meglio di me quanto siano drammatiche le condizioni della nostra E45 –; più attenta al lavoro dei giovani; più attenta alle famiglie, alla possibilità di sostenere la natalità e le donne, che devono con fatica conciliare attività lavorativa e familiare; più attenta alla sicurezza dei nostri territori – e lasciatemi dire una cosa su questo: non è vero che l’insicurezza, troppo spesso lamentata dai cittadini, è solo “percepita”, come da anni continua a sostenere il Pd al governo. Una politica infine, più attenta al bene comune.

Liberare le energie per chi sa fare bene crea sicurezza e benessere.

Ora mi direte che è impossibile. È quello che cercavate da tempo, ma non ci credete più. Perché siete scoraggiati da questa politica statalista, ormai fossilizzata e non interessata al bene comune.
Se penso allo stallo politico di cui siamo vittime a livello nazionale, vi capisco. E non posso darvi torto.
Io però credo che si possa ancora cambiare. Cominciamo dal nostro territorio.

Vi ho raccontato le mie proposte. Quello che state cercando, adesso è possibile: io ci credo. Credeteci con me.