La situazione non è delle più rosee. E ve lo dice uno che è stato a vedere sul campo.
Anzi direi che è abbastanza grave.
La E45 è un’arteria essenziale per l’Emilia-Romagna – e non c’è bisogno che ve lo spiego io: lo sa bene chi di voi viaggia per lavoro e chi vive nelle zone interessate; ma anche chi dalla nostra provincia passa viaggiando per turismo o altri motivi.
Purtroppo, ad oggi, è stato fatto molto poco.
Siamo andati sul campo per voi, per farci sentire, per attirare l’attenzione su una situazione, che non è sempre sotto gli occhi di tutti, ma che è molto grave, a mio parere. E penalizza non poco la nostra provincia e la regione intera.
Vi starete chiedendo: ma dove vanno a finire i soldi destinati alla viabilità?
Confesso che me lo sono chiesto anche io per molto tempo.
Ora lo so, e ve lo voglio dire.
Per sostenere altre spese (come quella sanitaria, che in Emilia-Romagna ha una spesa grossa, oltre il 60% del budget), è stata trascurato l’investimento sulla viabilità (in dieci anni è stato dimezzato quello che prima era già un piccolo budget del 7% circa).
Capite qual è il problema? La destinazione dell’investimento! Dove si decide di investire, dove si utilizzano i fondi: questo è il problema.
E i risultati si vedono. Sono sotto gli occhi di tutti.
Fate un giro, se vi capita in via Zaballoni, dove c’è il viadotto, e in tutta la E45: capirete di cosa sto parlando.
Il bello è che quando si parla di infrastrutture e di viabilità, ci si riempie tanto la bocca di belle parole.
Le vere intenzioni però si vedono su dove si decide di investire i fondi che si hanno a disposizione.
Io sono per liberare le energie per chi sa fare bene. Credeteci con me.
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